02 Mar 2022

CRYPTOSMART, L’EXCHANGE 100% ITALIANO

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Bitcoin, Ethereum, Litecoin, Cardano….dove possiamo comprare queste crypto? Dettenere scambiare fare tranzazioni…? Nel panorama degli exchange in Italia troviamo come nel tutto il mondo tra l’altro Binance, Coinbase, Crypto.com oppure Bit2Me un wallet exchange europeo con sede in Spagna che io usavo personalmente.
Non avrei mai pensato che la porta accanto c’è l’exchange tutto italiano al 100% Nello specifico nella mia regione Umbria troviamo Cryptosmart.it con sede a Perugia exchange fondato da Alessandro Ronchi, Claudio Baldassarri e Alessandro Frizzoni.

Infatti ho subito contattato i ragazzi e mi hanno risposto prontamente
Oggi qui con noi abbiamo
Alessandro Ronchi

Daniel.N : Buongiorno Benvenuto su cryptovalutati.com grazie di aver accettato il nostro invito.

Alessandro Ronchi : Buongiorno Grazie a voi!

Gianluca.B : Buongiorno una prima domanda : Innovazione e intraprendenza sono le caratteristiche del vostro gruppo. Quali sono stati i motivi che vi hanno spinto a investire in una piattaforma di digital assets ?

Alessandro Ronchi : Dopo l’esperienza di Go Internet, abbiamo fondato Cryptosmart per offrire un’alternativa facile, indipendente e a basso costo. La nostra idea imprenditoriale parte dalla mancanza di accesso alle criptovalute e agli asset digitali nel Paese, specialmente per le persone comuni; il nostro obiettivo è creare una finanza democratica che sia di facile utilizzo e che possa essere uno strumento da usare nell’economia reale.

Cryptosmart.it

Daniel.N : Avete creato una piattaforma totalmente italiana, quali sono i vantaggi per i vostri utenti ?

Alessandro Ronchi : La piattaforma e i suoi servizi sono di facile utilizzo e si rivolgono oltre che ai professionisti a utenti principianti che per la prima volta vogliono entrare nel mondo dei digital assets. Uno dei punti di forza di Cryptosmart è il servizio di assistenza 7/7 h 24, con risposte immediate in lingua italiana alle domande dell’utente. Siamo partiti da poco e già vediamo che il numero di utenti aumenta di giorno in giorno, dimostrando che Cryptosmart può facilmente divenire un punto di riferimento nel panorama delle criptovalute.

Gianluca.B : Per quanto riguarda la gamma di servizi ? Roadmap ?

Alessandro Ronchi : Vogliamo ampliare la gamma dei servizi, tra i quali il servizio di staking presto disponibile. Stiamo pensando all’integrazione della rete lightining che rendono istantanee le transazioni, permetterà di utilizzare i bitcoin nella vita di tutti i giorni, ma anche all’evoluzione degli NFT (atti di proprietà e certificati di autenticità scritti su Blockchain di un bene unico) che potrebbero giocare un ruolo primario nel metaverso.

Daniel.N : Il nuovo decreto del MEF che impone agli exchange la comunicazione di tutti i dati delle cripto posseduti dai propri clienti all’OAM, ritieni possa avere quali implicazioni ?

Alessandro Ronchi : Di fatto il decreto era prevedibile, per regolamentare un’attività che, ad oggi, non lo era e, soprattutto, alla luce delle evidenti ed immani criticità che le crypto hanno sotto il profilo dei rischi di riciclaggio. Il decreto, in sostanza, equipara gli exchange virtuali ai classici cambia valute e per questo dovranno periodicamente inviare all’organismo degli agenti finanziari e mediatori una rendicontazione contenente i dati identificativi della clientela e i dati sintetici della loro operatività complessiva in crypto. Si dibatte molto sul concetto di censimento, su chissà quali ripercussioni possa avere questa novità sui clienti. Indubbiamente le informazioni che gli exchange invieranno saranno dettagliate e molteplici ma non dimentichiamoci che, ad oggi, per le persone fisiche residenti e titolari di crypto, già vige l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate, tramite il quadro RW della dichiarazione dei redditi, i dati e le consistenze dei propri wallet. Le maggiori novità, a mio avviso, riguarderanno gli exchange che forniscono servizi di valute virtuali, per i quali, la mancata iscrizione all’OAM, comporterà l’impossibilità di poter continuare a svolgere le loro attività sul territorio nazionale, ritenendosi tale iscrizione titolo autorizzativo. Il problema maggiore lo avranno gli exchange esteri che operano esclusivamente online con sedi estere: infatti, considerato che per iscriversi al registro OAM è richiesta la presenza fisica sul territorio (sede legale, amministrativo o stabile organizzazione) è evidente come tale novità avrà degli impatti notevoli in termini di scelte di fiscalità internazionale e, conseguentemente, anche in termini di offerta commerciale.

Daniel.N : Grazie Alessandro appena ci saranno novità sarai di nuovo il nostro ospite!

Gianluca.B : Grazie speriamo presto!

Alessandro Ronchi : Certo Grazie a voi!